Visto che non ci facciamo mancare alcuna idea controcorrente, e visto che dopo la

famosa rullata adesso pare che se adesso non corri in spinta di mesopiede (o

avampiede) hai sbagliato tutto della corsa...

... indovinate cosa sto per dirvi?

Sì, esattamente quello!

La corsa in spinta non è così necessaria in ogni occasione!

Oooooh!

Ok, non parliamo di triathlon sprint ed olimpico.

Sui 5km e 10km naturalmente quel tipo di corsa è più efficiente.

Ma nel 70.3 e nell'IronMan?

Secondo voi quanto potete spingere dopo 3 o addirittura 8 ore in cui già

avete nuotato e, soprattutto pedalato?

Quanto avrete già stressato quadricipiti e polpacci?

Certo, fare gli esercizi in pista fa molto più figo, esercitarsi in skip, corsa calciata,

balzi, doppio impulso vi dà quell’alone di “quello sì che ci sa fare!” ma in realtà per

quanto mi riguarda è più importante dare enfasi a ricercare quella sensazione di

negli IronMan, dove il decadimento è una questione prevalentemente meccanica).

Qui ormai non si tratta più di ricerca dell'efficienza, ma della meccanica meno

dispendiosa.

Quindi: busto eretto, spalle rilassate, occhiali da sole sempre indossati e frequenza

di corsa sempre elevata.

E se alla fine avrete le foto in cui appoggiate di tallone, pazienza, non sarà una

cosa così grave!

Basta che adesso non mi chiedete ancora che scarpe vi consiglio.

E.M.O. TEST

Per abituarvi a percepire al meglio lo sforzo che sarete in grado di sostenere, nel Team Panda si consiglia l'utilizzo dell'E.M.O. Test.

Ecco come funziona il test.

Una volta a settimana, per tutti, darò un allenamento di 15' (naturalmente all'interno di  un ulteriore allenamento) così strutturato:

2' easy

1' pausa

2' middle

2' pausa

2' over

 

Cosa mi interessa:

L'ALLENAMENTO VA FATTO SENZA GUARDARE IL GPS!!!

Finita ogni serie da 2', durante la pausa annotate solamente 'andatura media che pensate di aver tenuto in quei 2'

Terminato l'allenamento andate a controllare quanto è stata la differenza la vostra andatura percepita e quella effettiva rilevata dal GPS.

(Naturalmente potreste farlo benissimo in pista su un 400 solamente con un cronometro senza GPS)

Basta, non vi chiedo altro.

 

Lo scopo dello studio sarà quello di abituandosi a correre senza riferimenti ed adattando di volta il proprio passo, si possa acquisire la consapevolezza del proprio passo/ stato di stanchezza, che vi darà un valore assolutamente enorme per la gestione delle gare (aldilà dei dati seppur utili che vi forniraranno i vostri aggeggi elettronici).

Stefano La Cara - E-mail: stefanolacarastrong@gmail.com Tel: 331-3638330

www.stefanolacara.com

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