Tubolare o Copertoncino? E perchè?

recensione di Marcello "Mars-L"  Sanna

Quante volte ci saremo fatti questa domanda? E quante volte ce la poniamo nonostante le svariate gare e sessioni di allenamento?

Diciamo che non è una domanda facile a cui concretamente si può rispondere, ma merita una giusta ed accurata riflessione.

 

In un sunto mirato, cercherò di portare, trasmettere e condividere il mio punto di vista su quali possono essere gli elementi salienti per cui optare, per entrambi o misti, valutandone in linea di massima pro e contro in base all'utilizzo.

 

Una cosa che premetto, e che vorrei precisare, è quella di non pensare che un tubolare o un  copertoncino vadano bene in tutto e per tutto e che ogni tipologia di uscita sia uguale. Allenamento o gara, estate o inverno, su BDC crono o Triathlon... Gare a circuito, Gran Fondo,  Cronometro, Pista o Triathlon...Ovvero, non è detto che l'avantreno debba essere di uguale misura e/o marca rispetto al retrotreno. Non è detto che la mescola debba essere la stessa, che la sezione o il profilo debbano essere gli stessi. Ma perchè non optare e miscelare tubolare e copertoncino? Tutto è da verificare e provare ed io ho provato, traendone le mie conclusioni.

 

Detto questo, andremo a scoprire qualche info tecnica e sensazione, tenendo ben presente che è buona abitudine badare bene a ciò che si usa in allenamento e a ciò che si usa in gara, così da riproporlo o cestinarlo in seguito a prove, per valutare l'efficacia della scelta, stando attenti ad annotare l'impiego degli accorgimenti in quanto a temperature d'esercizio, superficie, pressione, andature e, non ultime, tipologia di bici e postura. Da qui anche l'importanza della Biomeccanica Posturale e della messa in sella da cui derivano le scelte. Sulla mia bici da corsa, ad esempio, una volta “vestita” addosso, si è reputato vincente adottare una sezione da 23 anteriormente, mantenendo un 25 al posteriore.

 

 

E' chiaro e scontato dire che, se l'allenamento viene eseguito indoor e su rulli tradizionali (dunque non a trasmissione diretta), deve essere impiegata l'apposita ruota dedicata con copertoncino dedicato. Ma questo già lo sapevamo!

 

 

In genere che si prediliga copertoncino o tubolare, la scelta nelle uscite  ricade “quasi” sempre, e sottolineo quasi, sul copertoncino per le indubbie possibilità di intervento in caso di foratura. Ma come precedentemente detto, se l'intenzione è quella di volere la fluidità del tubolare per allenarsi con lo stesso setup che si userà in gara, nulla toglie che il tubolare possa essere una scelta così come variare il copertoncino in base al tipo di uscita. In ogni caso, in genere è consigliabile guardare il setup dell'allenamento come specchio della gara che si andrà a fare, in modo da valutarne durabilità, mantenimento pressorio, comportamento in lunghe o brevi distanze, in pianura o dislivello, ripetute o scarichi.

 

Di seguito, riporto una tabella con dati riguardanti pneumatici provati sia in allenamento che in gara.

Si precisa che si parla di pneumatici di qualità e dunque di fascia alta, che possono andare bene sia in allenamento che in gara, sottolineando che ci sono tante scelte al di sotto, qualitativamente inferiori e/o di svariata fattura e provenienza, che potrebbero compromettere i vari parametri a cui mi sono attenuto, ma comunque liberamente considerabili. 

...e dunque le differenze?

 

 

 

TUBOLARE: (vedi Tab. per resistenza alle forature)

 

E' la scelta dei Professionisti finora (anche se si sta strizzando l'occhio al Tubeless, ma ancora non prende piede!!!). Confort e scorrevolezza. Abbattimento del peso, che, come già specificato in numerosi articoli, non è dato dal solo elemento “tubolare”, ma dall'accoppiata tubolare + ruota, eliminando le spalle laterali di supporto al copertoncino. La differenza di peso tra due ruote uguali, equipaggiate una con T. e l'altra con C., oscilla dai 200 ai 300 grammi. Essendo il T. incollato al cerchio, la sensazione di guida è notevolmente diversa. Il comportamento è più reattivo e con un confort maggiore, dato dalla capacità di assorbire le sollecitazioni attraverso tutta la ruota e non a scomparti. Non indifferente la possibilità di portarlo a pressioni più elevate ed ovviamente varia la resa in curva, che si manifesta in una maggiore tenuta di strada. Nonostante i T. siano comunque molto robusti, in caso di foratura diventa un vero problema. Con l'utilizzo del gonfia e ripara non sempre si riesce a tappare un foro anche se dopo, e dico questo per esperienza personale, un tubolare forato va cambiato sia per sicurezza che per problemi dovuti al mantenimento della pressione, problemi al valvolino dati dall'introduzione del prodotto che ostruisce e impasta e di conseguenza problemi a gonfiarlo. Se poi si parla di “tagli” , allora il telefono è l'unica soluzione!

Da non sottovalutare il fatto che i T. perdono pressione seppur minima ogni giorno, anche se perfettamente integri. Ne consegue che, se un copertoncino può essere cambiato in casa senza alcun problema, il lavoro sul tubolare richiede mani esperte per l'applicazione, onde evitare problemi sia di sicurezza che di centratura, con un costo ovviamente più elevato sia per la manodopera che per il prodotto stesso.

 

 

PRO:

 

•        SCORREVOLEZZA;

•        CONFORT ;

•        PESO (da rilevare a ruota finita, per apprezzare);

•        POSSIBILITA' DI GONFIARE A PRESSIONI PIU' ELEVATE;

•        MINORI VIBRAZIONI.

 

 

CONTRO:

 

•        COSTO MANODOPERA E SOSTITUZIONE;

•        NECESSARIA ELIMINAZIONE IN CASO DI FORATURA;

•        DIFFICOLTA' A PORTARE A TERMINE LA SESSIONE, ANCHE CON GONFIA E RIPARA.

 

 

 

 

 

COPERTONCINO: (vedi Tab. per resistenza alle forature)

 

Dicono sia obsoleto, da neofiti e senza ambizioni di prestazione. Cosa??? Assolutamente NO! E in moltissimi concordano, per fortuna! Sapete che le ultime teorie parlano di una scorrevolezza maggiore? Test alla mano su prodotti top di gamma! Si vocifera... comunque, ipotesi a parte... che il copertoncino sia una scelta adatta sia in allenamento che in gara. E' semplicemente più funzionale per alcuni aspetti e ci sono dei pro e dei contro esattamente come per il tubolare. E' possibile fare delle lunghe uscite di ore, con la consapevolezza di poter intervenire e continuare l'allenamento così come in gara.

Attingendo all'esperienza personale, in previsione di  una gara di Triathlon posso dire che, nonostante sia uno a cui piace avere ruote diverse con pneumatici diversi, profilo, mescola … e chi più ne ha più ne metta, ho deciso di gareggiare non con degli ENVE tubolari top da 2500€ e fischia (perfettamente settati, testati e ritestati), ma con degli Zipp copertoncino, buoni sì, ma non allo stesso livello degli Enve. Questo perchè gli Zipp si sono rivelati più soddisfacenti in sede d'esame con dati alla mano, in cui pro e contro è vero si equiparavano, ma risultava vincente la possibilità di intervento in caso di foratura. C'era maggiore sicurezza personale! Il tracciato me lo permetteva e, valutando anche i vari aspetti anche meteorologici, li ho ritenuti ideali.

 

 

 

 

PRO:

 

•        POSSIBILITA' DI SOSTITUIRE IN CASO DI FORATURA o PIU' FORATURE;

•        BASSO COSTO;

•        POSSIBILITA' DI MONTARE DIVERSI TIPI DI COPERTONCINO IN BASE ALLE ESIGENZE.

 

 

CONTRO:

 

•        MINORE SCORREVOLEZZA (MA DA APPURARE, ANCHE IN BASE AI MODELLI E ALLE ULTIME SOLUZIONI DI MERCATO);

•        SOLLECITAZIONI E VIBRAZIONI MAGGIORI;

•        PESO PIU' ELEVATO.

 

 

 

In sintesi possiamo dire che non vige una regola precisa o un prodotto adatto o specifico, sia sotto il punto di vista tecnico che di costo. Dipende dalle nostre caratteristiche, simpatie, feeling, tipologia di guida ed obiettivi. E' oggettivo che in commercio ci sono prodotti di qualità o meno, questo ovviamente, ma ci sono tubolari ottimi come ottimi copertoncini, anche a costi accessibili che in questi ultimi anni hanno fatto grandi passi in avanti in quanto a prestazioni. Io sono per la sperimentazione, la ricerca del giusto compromesso per la massima prestazione e resa, sia in allenamento che in gara, di conseguenza. Tutto ciò che attueremo in gara (le scelte, la componentistica, le soluzioni …) sono frutto di errori o certezze guadagnati sul campo in allenamento. La gara, la prestazione...è un test: verifica se le impressioni e gli accorgimenti erano giusti, se le soluzioni adottate erano vincenti e se il punto d'arrivo è stato all'altezza delle nostre aspettative!!!  Ma quello è il punto d'arrivo.... il percorso è ciò che fa la differenza. Sperimentiamo!

 

 

                                                                                                                          Mars-L  Team Panda

Stefano La Cara - E-mail: stefanolacarastrong@gmail.com Tel: 331-3638330

www.stefanolacara.com

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